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Ho visto il Futuro: ha le scarpe bianche e il ciuffo nero

Spoiler: il 15 maggio 2018 ho partecipato all’edizione 2018 del SAS Forum di Milano. Si tratta di un evento a cui adoro andare, per il semplice fatto che mi riempie di idee belle.

Il SAS Forum Milan è un evento di punta nel panorama nazionale e internazionale. Speaker da tutto il mondo si sono trovati al MiCo insieme a più di 2000 manager, professionisti, accademici, imprenditori intorno ai temi caldi della nuova economia del dato: analytics, data science, artificial intelligence, customer intelligence. L’obiettivo? Ispirare lo Straordinario.

Dopo l’introduzione di grande ispirazione di Marco Icardi, Regional Vice President SAS e CEO SAS Italy, il SAS Forum Milan 2018 si è sviluppato in una sessione plenaria (al mattino) e in una serie di interventi tematici raccolti intorno ad alcuni macro temi nel pomeriggio. Tra i diversi speaker che si sono succeduti dalle 9.30 alle 13 mi è rimasto particolarmente impresso Bibop Gresta. Per chi non lo conoscesse, Mr Gresta è il CEO di Hyperloop Transportation Technologies, un team globale composto dai migliori scienziati del pianeta uniti per risolvere i problemi del traffico e dei trasporti una volta per tutte.

I motivi per cui lo stimo sono diversi: in primis, Bibop è un mio mito personale. Ha saputo leggere le situazioni nel migliore dei modi, aprendo le strade verso una serie di innovazioni ad elevato peso specifico. Inoltre, Bibop ha un carisma contagioso. Last but not the least, Bibop si veste strano!

Ho ascoltato con attenzione il suo intervento, e ho avuto anche l’occasione di scambiare alcune idee durante il pranzo. Di seguito, dalle sue stesse parole, trovi un assaggio di futuro … proprio come piace a noi di Professioni Digitali 😀

Come è nata Hyperloop Transportation Technologies?

Elon Musk ha pubblicato un white paper nel 2013 che diceva più o meno così: esiste un modo nuovo di concepire i trasporti rapido di massa, si chiama Hyperloop. Da allora, siamo la prima azienda che ha usato il crowdsourcing per aiutare gli umani con una soluzione effettiva per il pianeta. Siamo il più grande sistema di crowdsourcing al mondo.

La nostra azienda è stata definita la più grande startup del pianeta, ma io non sono del tutto convinto: abbiamo messo insieme i migliori scienziati al mondo su un progetto completamente innovativo. Diamo stock option a chiunque al mondo ha la voglia di cambiare il mondo. Il risultato? 40 assunti e 920 scienziati collaboratori da 42 paesi, 70.000 ore di contributi prima di accettare un dollaro dagli investitori.

Da settembre ci studiano e citano alla Harvard University. Sta succedendo quello che è successo quando siamo andati sulla Luna: uno degli astronauti dell’Apollo Mission è all’interno del nostro team. Allora avevano innovato 60 settori, HyperLoop è già a 15. Abbiamo depositato 45 brevetti e il brand Hyperloop in 37 paesi. Siamo la prima azienda che sta creando un movimento di altre aziende attraverso modelli di coopetition: chiunque lo desidera può creare network da / intorno a noi.

Veniamo ai trasporti…

Abbiamo da sempre concepito i trasporti lontani dalle necessità umane. Magicamente, nelle pubblicità non ci sono macchine ma solo valli ampie e prati verdi. Il problema è che poi esci e ti ritrovi in tangenziale a Milano. Pensaci: passiamo la vita a guardare il parabrezza delle altre macchine.

Abbiamo concepito un sistema rotto. Continuiamo a costruire strade, ma il sistema di trasporti non è scalabile. Sai da cosa deriva la dimensione delle rotaie? Noi abbiamo il sistema più avanzato dell’alta velocità basato sulla forma del sedere standard dei (due) cavallerizzi che trottavano uno di fianco all’altro al tempo degli antichi Romani.

In Cina c’è stato il caso di un ingorgo durato 11 giorni. Oggi – pensa alla geolocalizzazione di Tinder – scegliamo anche di amare basandoci sulla vicinanza.

La maggior parte degli incidenti è generata dagli umani.

… e al perché di Hyperloop

Ora immagina una capsula, mettila in un tubo, usa un sistema di lievitazione passiva e succhiando via l’aria si può correre a più di 1200 km / h. Hyperloop non ha il problema delle classiche linee ferroviarie. Non “taglia” il terreno costringendo il contadino a scappare e genera valore: le ferrovie del mondo non producono soldi perché depauperano l’area geografica dove nascono, non producono energia e costano troppo. In Hyperloop costruiamo su cemento che rilascia ossigeno. Mettiamo i pannelli solari e produciamo più calore di quello assorbito. Silenzioso e sostenibile, quando costruisci Hyperloop il territorio aumenta di valore perché ti vengono forniti un “pezzo” di energia in eccesso, acqua, banda larga, telefono. Risorse fondamentali per l’economia di oggi e domani.

Milano, Bologna, Roma in pochi minuti: questo riscriverà a fondo il modo in cui concepiamo le città. Dobbiamo toglierci di dosso il modello di consumi illimitati, perché agiamo in un mondo a risorse limitate. In 8 anni i pannelli solari saranno talmente economici da sostenere totalmente l’economia Hyperloop. Si apre un nuovo criterio di umanità, più sostenibile. Il numero di passeggeri che possiamo portare è diverso: pochi passeggeri (30 / 40 / 50) in una capsula che parte ogni 30 / 40 secondi. 3400 passeggeri all’ora. 68 / 128 mila passeggeri nella capsula piccola / grande. 24 milioni di passeggeri all’anno.

Siamo come un aereo ma senza i suoi problemi, non pressurizziamo / depressurizziamo. Solo le porte sono depressurizzate. Hyperloop lavora su magneti, non ha sistemi meccanici.

Velocità ed efficienza

La velocità non è però la cosa più interessante, ma l’efficienza è il vero focus.

Usiamo i sistemi a energia rinnovabile, e questo permette di avere fino al 30% di energia in più rispetto al consumo. Hyperloop non è andare veloci, ma generare efficienza. Se hai un sistema efficiente ovvero che non consuma energia, tale sistema funziona.

“Prima classe” e “seconda classe” non significano nulla

Siamo persone diverse e peculiari anche nei singoli momenti della giornata. Metteremo pannelli invece dei finestrini e l’occhio non lo percepirà, penserà siano finestrini e non avrà disturbo. Stiamo lavorando a un sistema di augmented window capace di replicare la prospettiva eliminando così l’ultima barriera visiva. Ci stiamo applicando a un nuovo sistema di intrattenimento nella capsula, un sistema di monetizzazione – magari già dentro al tuo account Amazon. La stazione di Hyperloop si chiama Goccia di Rugiada ed è frictionless: i sistemi di sicurezza hanno già fatto data mining, il passeggero che arriva lo chiamiamo “il passeggero nudo” perché non ha bisogno proprio di nulla. Lo scanning passivo fermerà i malavitosi. L’identità del passeggero è una cosa importante: lavoriamo su tecnologia blockchain e in collaborazione con la NASA.

Con il World Economic Forum stiamo lavorando alla ridefinizione completa dell’esperienza del passeggero all’interno del gruppo di lavoro WEF Advanced Mobility. Stiamo lavorando a ridefinire la catena del valore del viaggio del futuro. Abbiamo concepito una serie di sistemi che sono in frizione l’uno con l’altro. Con una blockchain (a livello di protocollo) possiamo immaginare un futuro fantastico. Premi un bottone, il tuo profilo è chiamato da una cloud di cui nessuno è proprietario e viene inserito in uno smart contract. Sei uno studente con il pollice verde e fai specifiche attività? Otterrai una certa esperienza. Vuoi andare veloce e non ti importa di condividere nulla con gli altri? Pagherai non solo in base al tipo di viaggio e alla profilazione personale, ma anche in funzione di n altri fattori che impattano sulla collettività sistemica.

Gli orizzonti

Siamo andati dai Governi in giro per il mondo, facendo due diligence e feasibility studies.

A Tolosa stiamo costruendo il nostro centro di ricerca e sviluppo e qui sta nascendo il primo HyperLoop della storia dell’umanità. I prossimi cantieri: Los Angeles, Ohio, Brasile, Tolosa, Repubblica Ceca, Slovacchia, Abu Dhabi, India, Seoul, Indonesia. Hyperloop può recuperare l’investimento dagli 8 ai 15 anni in funzione degli studi di fattibilità fatti in giro per il mondo.

Stiamo finalmente tornando al vero concetto di Scienza: la Creazione.

Alberto Maestri
L'Autore
Alberto Maestri Direttore della collana Professioni digitali. Laureato in Marketing e Strategia a Reggio Emilia e diplomato in Digital Marketing all'IDM di Londra, ha studiato e lavorato anche a Parigi. È stato uno dei 25 partecipanti worldwide al Weave The Future Project, organizzato dal Gruppo Marzotto, e ha fatto parte del team organizzativo del TEDx Reggio Emilia. Responsabile della sezione Tech di Ninja Marketing, lavora oggi come Senior Consultant in OpenKnowledge su progetti di customer engagement e innovazione. Docente per università e scuole di formazione innovativa, negli ultimi anni ha scritto centinaia di articoli cartacei (Harvard Business Review, L'Impresa, MarkUp) e online sul tema del social business e del digital marketing. Ha pubblicato come co-autore i manuali "Giochi da Prendere sul Serio" (FrancoAngeli, 2015), "Content Evolution" (FrancoAngeli, 2015), “Digital Content Marketing” (Anteprima Edizioni, ripubblicato nel 2015 da Il Sole 24 Ore) e un ebook, “Content Reloaded” (40k Unofficial, diffuso anche come contenuto digitale durante l’Internet Festival 2013). hello.albertomaestri[at]gmail.com - Twitter: @albertomaestri - I suoi articoli su questo blog