IL COMPUTER COME MACROSCOPIO – La prefazione

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L’invito a scrivere la prefazione per questo stimolante e autorevole volume è stato troppo forte per resistere, soprattutto trattandosi di un argomento scientifico di tanta attualità, come lo è la scienza sociale computazionale. Inoltre, è sempre un grande piacere appoggiare pubblicamente l’eccellenza accademica e didattica di giovani ricercatori all’avanguardia nella nuova generazione. Con questo testo Davide Bennato, sociologo dell’Università di Catania, si colloca fra i maggiori esperti in ascesa nell’area della scienza sociale computazionale, soprattutto nel settore dell’estrazione algoritmica dell’informazione sociale; quello che viene anche chiamato socioinformatica. Questa “scienza nuova” indirizza i suoi strumenti, soprattutto il computer e i sistemi a esso periferici, verso un nuovo universo di big data, social media e dati riguardanti gli attori sociali e le loro transazioni. Questo universo di dati umani individuali e sociali è nuovo rispetto a un decennio fa, come minimo, e mostra tassi di crescita che raggiungono ordini di grandezza “astronomica”, paragonabili alle scienze naturali. Di fronte a queste realtà scientifiche, i ricercatori sociali del ventunesimo secolo si attrezzano di nuovi concetti, teorie, metodi, e strumenti tecnologici quali il computer e i sistemi cibernetici – complessivamente entro il paradigma della scienza sociale computazionale – sulla base dei fondamenti gettati durante la seconda metà del ventesimo secolo.

Questo volume è originale e importante sotto diversi punti di vista. Innanzitutto, esso rappresenta la sintesi più attuale, ambiziosa e completa in lingua italiana, del tutto paragonabile a simili testi di divulgazione scientifica in lingua inglese. Pertanto, il libro offre un’introduzione efficace all’analisi dei dati sociali nella scienza sociale computazionale, mentre l’alternativa, certo meno attraente ed efficace, sarebbe quella di studiare un centi- * Professor of Computational Social Science, Director Center for Social Complexity, George Mason University.12 naio di articoli e scritti specializzati senza una guida completa. Da questo punto di vista, il libro può essere usato in corsi di metodologia della scienza sociale, come ne esistono nei programmi universitari nei diversi corsi di laurea e dipartimenti. Inoltre, non vedo motivo perché non possa essere studiato da studenti del liceo con un minimo di cultura informatica.

In secondo luogo, al di là dell’enfasi sull’analisi di big data e social media, questo volume ha grande valore, sia didattico che per la ricerca di base, per via dell’insieme di importanti idee scientifiche che l’autore spiega in maniera chiara e diretta, con esempi rilevanti e riferimenti bibliografici precisi. Infatti, uno degli aspetti più meritevoli è quello di mettere in relazione l’analisi dei big data e social media con l’insieme dei grandi temi della scienza sociale computazionale, come la complessità dei sistemi e processi sociali, le reti sociali, l’informatica sociale, e i paradigmi d’importanza fondamentale, come quello di Herbert A. Simon sui sistemi complessi adattivi.

Infine, l’importanza di questo libro si proietta è anche nel futuro, perché chiaramente contribuisce a uno standard scientifico e didattico molto elevato in termini di qualità, il che significa che altri dovranno sorpassare l’eccellente contenuto di questo nuovo trattato in modo da far avanzare la conoscenza nelle scienze sociali. Questa è una qualità che pochi libri hanno, soprattutto in un’epoca nella quale è impossibile leggere tutto ciò che interessa l’universo sociale. La futura generazione di scienziati sociali, fra gli attuali studenti, è fortunata nel poter contare su questo splendido testo che certamente sveglierà la curiosità scientifica necessaria per far progredire la conoscenza sociale e migliorare la società.