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Tutti (o quasi) parlano di UX

Che lo User Experience Design (UXD) stia finalmente vivendo una fase di boom anche in Italia – meglio tardi che mai! – appare chiaro dal moltiplicarsi di richieste di User Experience Designer (detti anche semplicemente “gli UX”) da parte delle aziende. Un numero crescente di compagnie si sta dotando infatti di unità UX interne o sceglie comunque di affidare ad esperti esterni la progettazione e/o la valutazione dei prodotti o servizi che offre, riconoscendo quindi all’esperienza dell’utente un valore tangibile in termini di vendite e fidelizzazione dei clienti. Per dirla alla Cooper:

Lo spettacolare successo di aziende come Apple ha dimostrato che un’ottima esperienza utente fa la differenza tra una fortuita buona performance del prodotto e la dominazione del mercato. L’investimento che un’organizzazione fa nello User Experience Design la ricompensa con maggiori vendite e una tenace lealtà da parte dei clienti.

 

roi della ux

Il ROI della UX

D’altro canto, parallelamente alla domanda, anche l’offerta cresce: basta infatti affacciarsi su LinkedIn per accorgersi che il numero di utenti che si definiscono UX o Interaction Designer è cresciuto enormemente negli ultimi anni. Così come anche la varietà di corsi di formazione che insegnano il design di interfacce e la UX a diversi livelli di specificità.

Del resto, fra le professioni del digitale, quella dello UX Designer – con tutti i suoi vari sinonimi, più o meno equivalenti – è attualmente fra le più richieste (insieme al Big Data Analyst e all’esperto di Digital Marketing).

Fortunatamente anche i canali accademici si stanno adeguando a questa tendenza, e così molti sono i corsi di laurea che offrono percorsi formativi sullo User Experience Design con tagli e da punti di vista differenti, ma sempre più focalizzati.

Il concetto di User Experience, il valore dell’esperienza nella fruizione di un prodotto o servizio digitale, viene sempre più riconosciuto anche a livello sociale, di cultura generale, per “l’uomo della strada” – che è poi l’utente per eccellenza, quello che usa ed esperisce – tanto che, oltre ad essere una discriminante nelle scelte di acquisto, è entrato a far parte del vocabolario comune.

Per aggiungere una nota di colore, una prova tangibile in proposito viene dall’esperienza diretta di chi – come gli scriventi – esercita questa professione ormai da una quindicina d’anni: agli esordi (parliamo dei primi anni 2000) il tentativo di spiegare il proprio lavoro – alla mamma, come ai potenziali clienti – comportava uno sforzo titanico, con profusione di esempi, che nella maggioranza dei casi si concludeva con  l’interlocutore sospettoso che chiosava “insomma, fai i siti web”…

Esito, come si può facilmente immaginare, piuttosto frustrante.

Già qualche anno fa espressioni come “usabilità” e “user friendly” iniziavano ad essere comprese, e – seppure, come ampiamente detto, non esauriscano l’ambito di competenza di questa professione – aiutavano gli interlocutori a collocare mentalmente la persona che avevano di fronte in un ambito professionale.

Attualmente è sufficiente fare riferimento a qualche prodotto digitale ben riuscito (i “soliti” Apple, tanto per dire qualcosa di banale) per far capire a chi ci ascolta di cosa si occupa – a grandi linee almeno – uno UX.

E di solito la reazione che si ottiene è del tipo: “Però: interessante!”.

 

UX Boutique
L'Autore
UX Boutique. Autori di #UXDesigner. Progettare l'esperienza digitale tra marketing, brand experience e design. Jacopo Pasquini. Insegna Marketing Digitale e User experience design in ambito professionale e accademico. Come consulente per la comunicazione digitale lavora per aziende, agenzie e istituzioni. Founder dello Studio Pasquini Associati (http://pasquiniassociati.studio/) e Co-founder di UX Boutique (http://ux.boutique). Ha pubblicato per Hoepli Web Usability (2014) e Marketing e comunicazione (2017). Simone Giomi. Consulente e formatore di User experience design e usabilità con 12 anni di esperienza nella progettazione e valutazione di interfacce digitali. Attualmente UX Director per Studio Pasquini Associati (http://pasquiniassociati.studio/) lavora anche come freelance per aziende e istituti di formazione. Co-founder di UX Boutique, una delle prime realtà italiane dedicate alla formazione sui temi della User experience (http://ux.boutique). Autore per Hoepli di Web Usability (2014). -- Maria Cristina Caratozzolo. Ph.D. in Industrial Design and Multimedia, esperta in Ergonomia cognitiva, usabilità e user research, da 15 anni è Interaction designer per aziende ed enti. Lavora alla progettazione di interfacce per sistemi complessi, software e applicazioni Web e mobile. Insegna materie affini alla Interazione Uomo-Macchina e alla Psicologia Cognitiva in ambito accademico e professionale. Collaboratrice dello Studio Pasquini Associati (http://pasquiniassociati.studio/). Autrice di diverse pubblicazioni di settore.