default-logo

Non siamo millennials, siamo natural born mobile

Non siamo vittime dei nostri smartphone, siamo noi a dover decidere come usarli o cosa comunicare, siamo azzeratori di distanze, siamo diventati il mezzo oltre che il messaggio.

Siamo una generazione che sarebbe più corretto definire “Natural Born Mobile”, piuttosto che millennials.

 

Perché la nostra cifra caratteristica risiede proprio nella capacità di essere connessi con tutti, ovunque, di raccontare il mondo che ci circonda e di portare gli altri nel nostro mondo. Non siamo asociali – come spesso si vuole far credere – al contrario, siamo iperconnessi.
Naturalmente ciò significa anche che passiamo porzioni più o meno ampie delle nostre giornate a scorrere le timeline dei social media, visualizzare tweet e foto o inviare messaggi ad amici e conoscenti. Un numero così elevato di stimoli ha dunque anche un impatto sulla nostra capacità di attenzione – il cosiddetto attention span -, che mediamente è di 8’’, meno di un pesce rosso che si piazza davanti a noi con 9’’. Diversi studi hanno inoltro dimostrato che molti di noi soffrono di ringxiety, cioè sentono suonare i propri device anche quando questi sono silenziosi o spenti e ciò sarebbe direttamente riconducibile alla FOMO (Fear of Missing Out), cioè la paura di perdersi qualcosa di importante, tanto che il 50% delle persone controllano lo smartphone appena sveglie e addirittura una persona su tre anche durante la notte.

LEGGI ANCHE: Remote working: come mettere in atto il cambiamento

Siamo dunque dipendenti e vittime dei nostri device? Non è corretto.
Vale anche per il mito del digital detox, poco più di una soluzione temporanea piuttosto che una rieducazione ad un uso migliore dei nostri device.
La verità è che abbiamo un potere straordinario nel palmo delle nostri mani: possiamo comunicare, prenotare viaggi, acquistare praticamente qualunque cosa con pochi tap e possiamo raccontare e testimoniare il mondo.
La responsabilità di come lo facciamo, però, è completamente nostra. E non ci sono alibi, c’è solo la consapevolezza che il fattore umano gioca sempre il ruolo decisivo.

 

 

Emanuela Zaccone
L'Autore
Emanuela Zaccone. Autrice di #DigitalEntrepreneur. Principi, pratiche e competenze per la propria startup. Co-founder e Marketing Manager di TOK.tv, il social network per gli appassionati di sport con quartier generale in Silicon Valley. Ha un’esperienza decennale in ambito social media strategy e analysis, oltre che imprenditoriale e di mentorship per diverse startup. Nel 2011 ha conseguito un dottorato di ricerca tra Bologna e Nottingham con una tesi dedicata al social media marketing e al second screen. Docente per aziende e università, scrive di tecnologia, social media e social TV per Digitalic, Wired e Nòva - Il Sole 24 Ore. Twitter: @zatomas