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Verso un Mondo del Lavoro Nuovo: la Leadership nell’Era Digitale

Ogni giorno sui social network (e non solo) abbiamo l’occasione di imbatterci in post entusiasmanti e che inneggiano alle “10 regole per esser un buon leader” o che chiariscono la differenza tra “leader e boss”.

Con i tipici visual del leader che traina a capo della squadra e non che ordina mentre gli altri fanno.

Non so se ci avete fatto caso, ma almeno su LinkedIn (la piattaforma che frequento di più lato social media recruiting) questi contenuti hanno un incremento esponenziale al lunedì mattina “Black Monday” (altro che Black Friday) e al venerdì… insomma, i classici momenti di picco in cui un professionista ha bisogno di ritrovare il proprio perimetro valoriale e capire che non sta diventando un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento.

La domanda che mi pongo spesso come Digital HR è questa:

perché c’è così tanto bisogno di comunicare un concetto che, in realtà, tutti conosciamo bene?

La realtà è che forse ognuno di noi conosce molto bene la differenza di termine tra leader e capo, ma chi tra noi davvero ha la possibilità di costruire percorsi volti nel concreto a formare leader e non capi? Le aziende italiane sono davvero pronte ad avere leader e non capi? Ed inoltre: è pronto il tessuto imprenditoriale, i fondatori, i CdA a confrontarsi e/o ad essere veri leader oppure no?

Dal mio punto di vista e come spesso emerso dal confronto con i colleghi, il mondo digitale finalmente ci offre la possibilità di mettere al centro la persona e con essa ciò che vuole esprimere: il bisogno di rinnovamento delle classi valoriali del mondo del lavoro ancora prima che delle nuove figure professionali. Ciò che ci chiedono ogni giorno le persone e ciò per cui ogni collega combatte quotidianamente è un mondo del lavoro “nuovo”, con regole e comportamenti “nuovi”.

In questo sforzo di novità si staglia la figura del leader come cardine del team e dell’azienda. Il richiamo alla storia aziendale mi è sempre gradito, perché dalla storia abbiamo l’imperdibile occasione di poter imparare dai nostri errori.

Chi tra noi HR non ha mai sentito o visto applicare la c.d. regola del “Divide et Impera”? 😉

Alla faccia di Giulio Cesare che avrebbe trovato del filo da torcere confrontandosi con i vertici di molte delle aziende italiane (e non solo con i vertici, aggiungo 🙂 ) invece che con gli ottimi rivali delle Gallie. Perché in azienda veniamo mandati a interessanti momenti formativi sulla leadership, e poi vediamo il nostro capo che padroneggia le informazioni a suo piacimento cercando sempre di rimanere unico interlocutore ad avere tutto il quadro completo e offrendo di volta in volta un pezzo ad ogni collaboratore facendogli credere di essere il più gradito al suo fianco?

Semplice: perché, come il buon Cesare insegna, la conoscenza è il vero potere e solo chi conosce può poi gestire la vita e il tempo delle persone accanto.

Questi stilemi di governance sono tipici degli anni ’80 e ’90, ma calcolando la bassa mobilità della classe dirigente in Italia (sia imprenditori che manager) e il basso riciclo naturale delle figure decisionali, ahimé, li troviamo ancora ben radicati anche oggi nel nostro mercato del lavoro.

Non solo “Divide et Impera”

Il “Divide et Impera” è solo uno degli stratagemmi di una cultura imprenditoriale e manageriale che ora più che mai si dovrà confrontare con un nuovo paniere di valori ma soprattutto con la richiesta costante di professioniste e professionisti maturi che sanno, anche grazie all’innovazione digitale, che non solo si può ma si deve cambiare in un’ottica votata a:

  • Disclosure
  • Trust

Il nuovo Leader Digitale avrà il compito di raccogliere una eredità pesante fatta di abitudine, divisione, controlling e sfiducia verso i propri collaboratori per trasformarla grazie al trust, alla disclosure, al rispetto della vita e dei tempi delle persone in un ambiente di lavoro fatto per le persone e con le persone.

Questo, per me, sarà ed è il nuovo Leader Digitale:

  • Colui che aiuta a costruire insieme a tutti i colleghi una costellazione di valori nuovi ma soprattutto agiti all’interno dell’azienda, non solo offrendo pizze, aperitivi e belle foto ma capendo che ogni più piccolo successo dell’azienda non è merito di uno ma merito di tutti;
  • Colui che crea un contesto votato al confronto ed al dialogo in cui ogni individuo respiri la libertà di pensiero e di opinione che possano trasformarsi in progetti e nuove idee per l’azienda stessa;
  • Un professionista che abbia la forza di portare il cambiamento, di credere nel cambiamento e di lottare per esso;
  • Un professionista che porti cambiamento attraverso il dialogo e non la divisione;
  • Un professionista che faciliti il percorso di crescita di ogni persona del team e dell’azienda;
  • Un professionista che colga l’importanza del cambiamento come crescita non solo di competenze ma soprattutto come crescita umana;
  • Un professionista che sappia ascoltare e costruire percorsi per far vivere meglio le persone dentro all’azienda senza mai dimenticarsi che esiste una vita anche fuori da essa;
  • Un professionista che creda nella trasparenza e nella fiducia, perché solo nella verità dei rapporti torneremo a rendere le nostre aziende dei luoghi migliori.

Sembra folle, sembra irrealistico, sembra infattibile se confrontato con il contesto quotidiano fatto di continue piccole e grandi lotte per sopravvivere… ma è proprio questo il punto.

L’era digitale non ci sta dando una grande opportunità perché ci sta colmando di doni natalizi iper-tecnici; l’era digitale ci offre l’opportunità di iniziare un percorso per migliorare noi stessi, il nostro modo di lavorare ed il lavoro delle persone che ogni giorno sono accanto a noi.

Non combattiamo una battaglia contro le macchine artificiali ma con esse per gestire meglio il nostro tempo, le nostre relazioni, la nostra vita dentro e fuori dall’azienda.

Il Leader digitale come Innovatore insomma; e l’innovazione per sua stessa natura cambia prima il pensiero ed il modo di vedere le cose e poi di conseguenza le azioni che ne discendono.

Basta con il “Divide et Impera”, basta con la logica del controllo o i capi che ogni giorno ti ricordano che “tu pensi di essere un passo avanti, ma sei sempre due passi indietro”, basta con questo approccio volto a verificare e sfidare costantemente su aspetti negativi nella vana speranza che le persone siano spinte a “produrre di più e a dare il meglio”.

Non aspettiamo di trovare questo leader, ma cerchiamo nel nostro piccolo di essere Noi quel leader, ogni giorno nelle piccole e grandi battaglie quotidiane.

Questo è il grande potere che il mondo digitale ci offre come possibilità di cambiamento.

A noi la scelta se perpetuare il vecchio sistema con le logiche gerarchiche e di controllo semplicemente ammantate di nuovo splendore tech, oppure cogliere l’occasione per far fare un salto epocale alla vita delle persone e di ognuno di noi.

Da ogni grande potere deriva una grande responsabilità (cit. Spiderman 😀 ).

Marco Rovatti
L'Autore
Marco Rovatti. HR Manager, specializzato in Change Management e Corporate Digital Reorganization. 8 anni di esperienza come HR Manager nel mondo Corporate, dal Banking all'Industry e 3 anni di esperienza nel mondo Digital Innovation Tech hanno fatto crescere il desiderio di cercare il meglio dalle esperienze corporate ed il meglio di quelle digitali per implementare nuovi modelli organizzativi/gestionali in cui le persone siano al centro e facciano la differenza anche grazie a nuove competenze digitali. La svolta nel mio percorso è stata avere la possibilità di gestire il personale nelle StartUp Innovative sviluppando modelli di gestione con metodologia "agile" improntati allo smart-working ed al work life balance e vincendo i premi FT1000 Europe's fastest-growing companies e Tech Fast 500 2016. Persone ed Innovazione al centro del mio percorso ed al centro della vita presente di ogni azienda.