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Il Growth Hacking? Tutta una questione di processo

Voglio subito chiarire una cosa con te: il Growth Hacking non riguarda trucchetti vari, formule magiche o viralità a basso costo.

Il fulcro del Growth Hacking è il processo!

Si, il processo. Un’attività costante e perenne durante la quale l’azienda tutta (non solo il reparto marketing) si muove in un’unica direzione, quella di trovare un modo per crescere in maniera esponenziale e sostenibile.

È un metodo. È un approccio. È un mindset. È un processo.

Un processo di sperimentazione scientifica e ricerca continua, basato su un approccio sistematico che da come risultato un tipo di crescita impossibile da ottenere con i metodi convenzionali. Questo processo è stato usato negli ultimi anni dai vari “unicorni” della Silicon Valley come Facebook, Google, Airbnb, Snapchat, Instagram, Evernote e così via.

Attenzione, quando parlo di processo basato su esperimenti non mi riferisco semplicemente a fare un paio di A/B test o a migliorare il tasso di conversione delle proprie campagne pubblicitarie. Parlo di un processo che impatta in pieno sullo sviluppo del prodotto e, di conseguenza, sulla propria strategia di business.

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Prodotto e marketing non sono più concepiti come due elementi distinti con tempistiche diverse, ma come due facce di una stessa medaglia, impossibili da separare.

È un vero e proprio cambio di paradigma, così come in passato lo sono stati l’approccio lean e la metodologia agile da cui il Growth Hacking eredita tanto.

Come tutti i cambi di paradigmi, ha un valore innanzitutto strategico. Proprio per questo motivo nelle prime righe di questo post dicevo che utilizzare l’approccio del Growth Hacking impatta sull’intera azienda.

C’è bisogno di una strategia integrata grazie alla quale ogni singolo componente dell’azienda (o del team) contribuisce ad alimentare questo processo di crescita. Una strategia nella quale marketer, programmatori, designer e tutti gli altri remano nella stessa direzione e contribuiscono in maniera concreta al raggiungimento di un obiettivo, attraverso il processo di sperimentazione continua.

Quest’intera strategia è basata su una sola cosa: i dati. Il vero carburante della crescita sono i dati!

Quando i Growth Hacker parlano di dati si riferiscono sia alle analisi quantitative che alle analisi qualitative. Le due tipologie di dati non possono essere separate ed è impensabile fare affidamento solo su una delle due.

Raccogliere dati è una delle attività più importanti che un’azienda, indipendentemente dalla sua dimensione e mercato, possa fare! 

Quando si parla di dati, però, il rischio è dietro l’angolo. La raccolta dati è l’aspetto più semplice, la parte veramente difficile è sapere quali dati raccogliere, come leggerli e, soprattutto, quali decisioni prendere in base ad essi.
I
l dato non è, infatti, legato semplicemente alla valutazione o ideazione degli esperimenti, ma va ad impattare concretamente sul prodotto (suggerendo delle modifiche in corso d’opera) e di conseguenza sul business.

Raffaele Gaito
L'Autore
Raffaele Gaito. Autore di #GrowthHacker. Mindset e strumenti per far crescere il tuo business. Imprenditore digitale, Growth hacker, Blogger e Startup Mentor. A 15 anni scrive la sua prima riga di codice, a 17 apre il suo primo blog e a 20 lancia la sua prima azienda. Da allora non si è più fermato. Oggi affianca aziende, startup e professionisti come consulente e formatore sulle tematiche del digitale. In questa pagina trovi i suoi corsi Ninja Academy sui temi del libro. Twitter: @duplikey