default-logo

Fail big fast. L’importanza della cultura del fallimento per i #DigitalEntrepreneur


Secondo una ricerca congiunta delle università di Berkeley e Stanford e di Startup Genome, il 92% delle startup fallisce entro tre anni dalla nascita.

Uno dei mantra che ricorrono spesso nel mondo delle startup dice che il fallimento non è un fallimento, ma un’occasione di crescita quando lo stesso diventa apprendimento, si trasforma in insegnamento ed esperienza utile per il futuro. In Silicon Valley il mito del “fail big fast” – fallisci in grande e rapidamente – è parte integrante, spesso, dell’esperienza stessa del creare startup. Non è un caso che dove la cultura del fallimento sia più forte sia anche più alto il numero di imprenditori “seriali”. Ma non è così ovunque. In Italia e in generale in gran parte dei contesti, il termine fallimento porta infatti con sé una connotazione fortemente negativa: un fallito è per antonomasia qualcuno che non ce l’ha fatta.

LEGGI ANCHE: La mia intervista a Klaus Schwab su startup, imprenditoria, talento e futuro

Abbracciare la cultura del fallimento tuttavia significa non solo non stigmatizzarlo ma accettarne la necessità e la ripetitività: “startup” è sinonimo di dedizione, fatica, a volte frustrazione, reiterazione, resistenza. Fallire è sperimentare.

Quando il #DigitalEntrepreneur fonda la sua startup si imbarca in una doppia missione: quella di fare approdare il suo prodotto e quella di prendere il largo ed esplorare come imprenditore. Esistono esempi virtuosi, esistono buone pratiche ma non esistono esiti certi, vista l’alta varietà di fattori che potrebbero influenzare il corso di una attività imprenditoriale.

Imparare, allora, è inevitabile per sopravvivere: si impara velocemente, sbagliando, osservando, ricominciando.
Si impara cosa significa creare un’impresa da zero, gestirla nel quotidiano, lavorare con altri membri del team spesso sotto pressione, “pivotare”, fare i conti con il fundraising, comunicare azienda e prodotto, avere anche il coraggio di capire quando lasciare.

 

Emanuela Zaccone
L'Autore
Emanuela Zaccone. Autrice di #DigitalEntrepreneur. Principi, pratiche e competenze per la propria startup. Co-founder e Marketing Manager di TOK.tv, il social network per gli appassionati di sport con quartier generale in Silicon Valley. Ha un’esperienza decennale in ambito social media strategy e analysis, oltre che imprenditoriale e di mentorship per diverse startup. Nel 2011 ha conseguito un dottorato di ricerca tra Bologna e Nottingham con una tesi dedicata al social media marketing e al second screen. Docente per aziende e università, scrive di tecnologia, social media e social TV per Digitalic, Wired e Nòva - Il Sole 24 Ore. Twitter: @zatomas