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Digital Fundraiser, una guida essenziale per una figura in rapida evoluzione

Chi è e cosa fa il digital fundraiser? Provo a spiegare.


Il digital fundraiser è la persona che, all’interno di una organizzazione nonprofit o di un ente pubblico, segue l’attività di raccolta fondi online attraverso l’uso di strategie, tecniche e tools che la rete mette a disposizione e che applica con regolarità nei diversi canali disponibili, principalmente attraverso il sito internet, la posta elettronica e i social network.

Quella del digital fundraiser è una figura nuova, come quella del fundraiser del resto, sua sorella maggiore.

Il suo futuro è roseo e in rapida affermazione, basti pensare alle oltre 301mila organizzazioni di Terzo settore presenti solo in Italia, e basti pensare che l’attività digitale è quella che con minori sforzi economici (si fa per dire eh!) dà risultati misurabili e in breve tempo, favorendo un controllo in termini di investimenti e ritorno sugli investimenti pressoché immediati.

E quindi, quale la differenza con chi si occupa di digital aziendale?

In letteratura c’è molto sul social media marketing ma molto poco sul tema applicato al nonprofit e i professionisti del digitale per il sociale usano tecniche di marketing che prendono a prestito dal profit.

Nell’occuparmi di questo tema, infatti, mi sono trovata di fronte a uno scenario inaspettato: il confronto con quest’ultimo ha finito, se non in rare eccezioni, con il non rappresentare lo spirito che il fundraiser effettivamente incarna. Eppure, mi dico, non trovo settore migliore in cui applicare le proprie competenze digitali di quello nonprofit, dove i rapporti umani sono condizione imprescindibile.

Perché allora queste difficoltà? Quando parliamo di un professionista del digital fundraising parliamo di una figura che ha almeno due componenti:

  • la passione per, e la competenza sui, media digitali;
  • la passione per, e la competenza sui, temi sociali.

 
Da qui, la consapevolezza che un conto è occuparsi di un prodotto di toelettatura per cani e un altro è occuparsi di diritti degli animali. Sebbene gli strumenti siano tutto sommato gli stessi, lo spirito e le dinamiche muovono su livelli diversi e prevedono skills, soft skills in particolare, di fatto differenti, oltre alla necessità di un’assunzione del rischio e di capacità di gestione della crisi a più strati.

C’è poi una terza componente che è la sommatoria delle due precedenti e che identifica la qualità e lo spessore del digital fundraiser: la passione e le competenze di saper costruire e mantenere relazioni che partono da valori sensibili.

È appena uscito Digital Fundraiser, il mio libro dedicato allo sviluppo del digital nella raccolta fondi a firma FrancoAngeli. Un volume che racchiude l’essenza di una materia molto ampia e che, pur desiderando entrare in verticale in un tema così ampio e in evoluzione costante, preferisce toccare tutti gli aspetti strategici di cui il professionista deve occuparsi per fare raccolta fondi online.

Un libro essenziale appunto, senza dubbio una indispensabile guida da tenere lì, nella tasca dei jeans, e da leggere e sfogliare senza moderazione in caso di bisogno.

 

L'Autore
Elena Zanella. Autrice di #DigitalFundraiser. La guida essenziale per chi fa raccolta fondi online. È consulente per il fundraising, la comunicazione, il marketing per enti nonprofit e pubbliche amministrazioni. Ha fondato Nonprofit Blog, il blog di riferimento per chi si occupa di fundraising in Italia, ed è La Zanzarella su Vita.it. Ideatrice di Startup Fundraising, collabora con scuole e università. Autrice di Professione Fundraiser (FrancoAngeli, 2015) e di #Digital Fundraiser (FrancoAngeli, 2017). Twitter: @elenazanella