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Il Digitale è morto. Lunga vita al Digitale! #ProfessioniDigitali

Liquid expectations, mobile mind shift, digital darwinism, digital narcissism, micro-moments sono tutti concetti nuovi – o almeno recenti – e di ampia portata, che sottolineano l’impatto della rete nella quotidianità delle persone.

Propongo due esempi riprendendo altrettante parole-chiave menzionate:

  • Liquid Expectations, termine che indica la dinamica per cui lo standard – di velocità, di ubiquità, di pertinenza, etc. – definito dal mondo digitale si “sposta” nella percezione dei pubblici anche a business non necessariamente nativi digitali. In altri termini, l’app mobile della gelateria sotto casa deve funzionare esattamente come l’app mobile Facebook in termini di UX, CX, UI. I business full digital stanno quindi definendo nuovi benchmark che oltrepassano i tradizionali confini settoriali.
  • Digital Darwinism, idea coniata dal futurologo di Altimeter | A Prophet Company Brian Solis (a proposito, leggi alcune delle professioni del futuro che lo stesso Solis ha ipotizzato, tra il serio e il faceto), sta a indicare un nuovo contesto dove le marche – tutte le marche – non riescono più a stare al passo delle persone per via dei media digitali e delle tecnologie di rottura.

Insomma, gli analisti e i professionisti sostengono ormai da tempo che viviamo in un mondo impregnato di digitale. Tanto che sono in molti a sostenere la completa inutilità di parlare ancora di digitale, in quanto paradigma che permea qualsiasi cosa, relazione, interazione.

Da qui, il gioco di parole nel titolo dell’articolo che stai leggendo, iniziato da una domanda che mi sono posto: è davvero così?

CX rotte, inefficienze, ritardi: welcome to the Real World

A mio (ma penso anche a tuo!) avviso, la realtà è molto diversa: viviamo continuamente esperienze digitali negative (a proposito e se il tema ti interessa, hai letto il mio ultimo libro dedicato al Customer Experience Design?), fatte di interruzioni pubblicitarie e rallentamenti nel caricamento di contenuti, di moltiplicazione di inutili contenuti (hai già sentito parlare di content caos?) e di “strilli” disturbatori da parte di brand e aziende.

Tutti segnali che portano a una sola conclusione realistica:

è sbagliato parlare di digitale come di qualcosa di morto (perché ormai onnipresente), è giusto parlare di digitale come di qualcosa che è simbolicamente ai suoi primi passi. From grave to cradle, parafrasando un modo di dire caro agli studiosi di Economia Green! Lunga vita al digitale!

Un bambino o una bambina ai primi passi sono goffi, imbranati, instabili, insicuri. Pensaci bene: non è esattamente questa la realtà che spesso esperiamo del digitale? Servono quindi linee guida e toolkit il più possibile validi e aggiornati su come questi possano muoversi in modo virtuoso e aggraziato, al fine di fare molta strada.

Due nuovi fiocchi per Professioni Digitali!

Questa è la ragione per cui, insieme con tutto il dream team FrancoAngeli, non abbiamo tentennato un momento sul nome da dare alle nuove uscite della collana Professioni Digitali: #DigitalCopywriter e #DigitalFundraiser!

Sono belli e colorati, vero? E anche molto interessanti, posso assicurartelo da Direttore di Collana e onorato beta reader!

  • Digital Copywriter è stato scritto da Diego Fontana. Diego è la persona ideale per scrivere un libro così: da figura creativa Senior occupata nel mondo delle Grandi Agenzie in un tempo pre-web, ha capito subito la potenza dell’ondata della rete ed è “corso ai ripari”. Prima, lavorando come Content Designer per un’agenzia di Content Marketing molto forte; poi, fondando la propria società con un nome che richiama le origini di tutto: TERRA. E il libro rispecchia esattamente il suo percorso: per tutti noi di FrancoAngeli Digitale, una soddisfazione immensa.
  • Digital Fundraiser l’ha invece scritto Elena Zanella, probabilmente la principale figura di riferimento per chi si occupa di questi temi in Italia (e non solo). Elena era partita con un’altra opera in testa, e l’incontro con la collana l’ha stimolata a rimettere in gioco diversi contenuti e a dare un taglio diverso al risultato finale. Il suo entusiasmo è stato pazzesco, così come la qualità dei contenuti che leggerai appena acquisterai il volume.

Vuoi il mio parere? #Digital Copywriter e #Digital Fundraiser sono esattamente quello che ci voleva in libreria, preziosi per aiutare a sbarazzarci davvero della parola “digitale” appiccicata sulle cose, prima o poi.

Prima di allora, lunga vita al Digitale!

E dopo: 

  1. #PersonalStorytelling (F. Gavatorta e A. Bettini)
  2. #DigitalEntrepreneur (E. Zaccone)
  3. #SocialRecruiter (A. Martini e S. Zanella)
  4. #Maker (S. Schiavo)
  5. #DataScientist (A. Giaume)

corriamo tutti in libreria. Ancora.

#ProfessioniDigitali

Alberto Maestri
L'Autore
Alberto Maestri Direttore della collana Professioni digitali. Laureato in Marketing e Strategia a Reggio Emilia e diplomato in Digital Marketing all'IDM di Londra, ha studiato e lavorato anche a Parigi. È stato uno dei 25 partecipanti worldwide al Weave The Future Project, organizzato dal Gruppo Marzotto, e ha fatto parte del team organizzativo del TEDx Reggio Emilia. Responsabile della sezione Tech di Ninja Marketing, lavora oggi come Senior Consultant in OpenKnowledge su progetti di customer engagement e innovazione. Docente per università e scuole di formazione innovativa, negli ultimi anni ha scritto centinaia di articoli cartacei (Harvard Business Review, L'Impresa, MarkUp) e online sul tema del social business e del digital marketing. Ha pubblicato come co-autore i manuali "Giochi da Prendere sul Serio" (FrancoAngeli, 2015), "Content Evolution" (FrancoAngeli, 2015), “Digital Content Marketing” (Anteprima Edizioni, ripubblicato nel 2015 da Il Sole 24 Ore) e un ebook, “Content Reloaded” (40k Unofficial, diffuso anche come contenuto digitale durante l’Internet Festival 2013). hello.albertomaestri[at]gmail.com - Twitter: @albertomaestri - I suoi articoli su questo blog