FinTech e Banking: cosa ci attende da qui al 2050? (Seconda parte)

FinTech e Banking: cosa ci attende da qui al 2050? (Prima parte)

È prevedibile che lo scenario complessivo e competitivo nel settore banking sarà molto variegato: potremmo pagare con WhatsApp o con WeChat dallo smartphone (o cosa sostituirà lo stesso), farci seguire da un account aggregator alla Mint che attinge i dati dai vari financial provider, tra cui stessa banca o altri fornitori FinTech; far pagare real time direttamente il nostro frigorifero o l’autovettura (ovviamente auto-guidata…); avere direttamente credito in virtù delle nostre esigenze senza doverlo chiedere.

Oggi si può far fatica ad immaginarsi uno scenario del genere, ma se dovesse davvero funzionare l’intersezione tra il mondo delle APIs con quello degli analytics big data e dell’identità digitale, dell’IoT e delle blockchain ci potremmo davvero trovare in un mondo in cui il banking diventa invisibile (seamless) e dove non avrebbe un’enorme differenza affidarsi ad una banca in grado di tenere il ritmo dell’evoluzione digitale piuttosto che ad un aggregatore di servizi finanziari di più soggetti. O invece saranno i nuovi consumatori, millennials in testa, a preferire diverse soluzioni, le migliori per ogni problema, rese prontamente accessibili e disponibili dalla crescita del FinTech e rese compatibili e coordinativi da software di PFM evoluti, dalle stesse star della Silicon Valley scese in campo.

Le quattro fasi della behavioral disruption nel banking – Fonte: B. King, Bank 3.0, Wiley, 2012.

I modelli competitivi potranno quindi essere diversi, ma una cosa è certa: tutto sarà FinTech, semplicemente perché assisteremo ad una trasformazione completa della tecnologia utilizzata nei servizi finanziari, come completamento del percorso cominciato nel dopoguerra e accelerato dalla comparsa di internet. Dopo secoli di sostanziale immobilismo nell’erogazione di servizi finanziari, in ottant’anni circa dal dopoguerra tutto verrà trasformato. Quello che conterà sarà la user experience, determinata in gran parte dalla capacità di gestire dati e informazioni, di riuscire a fare due cose fondamentali:

  1. seguire il cliente in maniera seamless, quasi silenziosa direi, e sicura, dovunque lui vada, qualsiasi cosa faccia e di cui abbia bisogno il mondo della mobilità, dei touchpoints, dell’IoT (la banca sarà trasformata in everywhere banking);
  2. essere 1to1, rilevanti, contestuali, capaci di ottenere il massimo dai dati in possesso al fine di dare risposte e proposte real time e rilevanti a seconda del tipo di esigenze. È il mondo del 1to1 banking, della monetizzazione dei big data, della sharing economy, del marketplace banking.

    FinTech: i nuovi modelli di business data driven – Fonte: BankNXT 

Questo potrebbe essere il nuovo banking, il FinTech Banking, anche senza banche volendo, di sicuro con un modello di banca molto diverso da quello attuale, ma figlio dell’evoluzione partita dal dopoguerra.

Un banking del futuro più protagonista nelle nostre vite, più real time, più positivo, più efficiente, molto probabilmente near free o comunque con modelli di pricing diversi, dove sono i dati stessi ad assumere valore e non solo il servizio erogato.
Un banking definitivamente trasformato dall’evoluzione tecnologica sfociata nel FinTech.
Un banking portabile, invisibile, social, essenziale, che aprirà le porte a nuovi attori e scenari competitivi.
Un viaggio affascinante.