La comunicazione nel tempo digitale: l’intervista di Geopolitical Center ad Antonio Palmieri

On. Palmieri, a volte notiamo uno scollamento tra mondo reale e mondo digitale, non sempre la comunicazione politica nel mondo digitale riesce poi ad affermarsi come consenso nel mondo reale, vorremmo la sua opinione.

Su questo aspetto particolare dobbiamo ricordare che da un punto di vista culturale mondo reale e mondo digitale ormai sono fusi tra loro, ed il problema del “travaso dal mondo digitale al mondo reale” non esiste più, anzi spesso la rete ed il mondo digitale hanno intercettato con maggiore accuratezza, e con grande rapidità, il sentimento del corpo elettorale. Le categorie di fondo che guidano la comunicazione politica sono le stesse in ambedue i mondi nei quali oggi siamo immersi, certo la rete ha i suoi strumenti specifici, ma le categorie di fondo della comunicazione sono le stesse.

…Quindi i cittadini oggi si sentono più liberi di esprimere le loro vere opinioni, politiche, culturali e personali, più sulla rete che rispondendo ad un sondaggista, che li interpella per conto della Politica o dei Media Tradizionali, in particolare per quella fetta di elettorato che condivide le idee “politicamente scorrette?

Sì, assolutamente, spesso le persone si sentono più libere di esprimere la loro opinione online, anche in modo non elegante, a volte rozzo, e con toni e vocaboli che non userebbero mai di persona. Queste persone di fronte ad un sondaggio non si sentono altrettanto libere, oppure, intenzionalmente rispondono al sondaggio alterando il loro pensiero. Se un cittadino è veramente arrabbiato nei confronti dell’establishment può avere anche il desiderio di determinare il fallimento di uno strumento classicamente legato alla raccolta del consenso, quale è il sondaggio.

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