e-Health: comunicazione e tecnologia per la salute del cittadino connesso

Oggi alle 15.30 presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma sarà presentato il 48° numero della rivista Sociologia della Comunicazione, dal titolo “E-Health: Comunicazione e tecnologia per la salute del cittadino connesso”. Pubblichiamo qui l’editoriale del direttore Lella Mazzoli, che presenta il fascicolo e offre un quadro degli argomenti trattati.

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Il tema della salute e di seguito della sua organizzazione, informazione, comunicazione è centrale nella vita delle persone. Da tempo la sociologia se ne occupa, in particolare è oggetto di dibattito per la sociologia della comunicazione e della comunicazione pubblica, in specie con l’avvento di internet.
Il numero 48 della rivista è proprio dedicato a questo argomento.
La contemporaneità ci porta sempre più a riflettere sull’impatto dell’innovazione tecnologica e la sua incidenza nella gestione ma anche percezione della nostra salute o/e benessere. Dunque una visione e lettura sociologica della salute che sempre più, come si vedrà dai saggi presenti in questo numero, si avvale di strumenti innovativi.
Sempre più frequentemente si parla di e-Health senza peraltro usare questo termine in una accezione univoca, difatti lo troviamo declinato in differenti forme.

Gli autori qui ospitati aiutano a capire le nuove dinamiche e approcci alla gestione della salute e lo fanno anche con fotografie scaturite da ricerche nazionali e studi che hanno analizzato territori più parziali ma che ugualmente permettono generalizzazioni di notevole interesse.
Si parte da una ricerca che riporta i dati di un Osservatorio voluto da Assinter Italia (Associazione delle società per l’innovazione tecnologica nelle regioni) che tratta uno dei temi oggi cruciali per la gestione della salute: il Fascicolo sanitario elettronico (FSE).
Che cos’è o cosa dovrebbe essere? Che cosa fanno Governo e Regioni per la sua applicazione e diffusione? Qui si offre uno spaccato della situazione italiana in un momento in cui il FSE è diventato legge dello Stato. I dati dell’indagine condotta dal Laboratorio di Ricerca in Comunicazione Avanzata (LaRiCA dell’Università di Urbino Carlo Bo) vengono illustrati da Fabio Giglietto e da me.
E sempre a proposito del FSE Gea Ducci approfondisce il ruolo che ha o potrebbe avere il cittadino. Cambia la comunicazione che diventa sempre più multicanale e multilivello con l’obiettivo, fra gli altri, di ridurre il divide e le disuguaglianze sociali.
Ancora la rete – più precisamente i social network – al centro delle riflessioni di Elisabetta Cioni e Alessandro Lovari ma anche di Eugenio Santoro che riferiscono di come e quanto le Asl sono su Facebook e di come i social media possono essere utili (indispensabili?) per una migliore e più democratica comunicazione fra le istituzioni e il cittadino.

La centralità degli articoli resta ancora sulla Rete. Viene infatti analizzato il tema delle apps per il self-tracking in cui si evidenziano benefici e rischi prodotti, come ben descrive Antonio Maturo. Questi interventi portano l’attenzione sul paziente, sulla centralità del paziente rispetto alle istituzioni, con inviti a fare attenzione ai rischi prodotti dall’auto-medicalizzazione, ai rischi prodotti dal contrasto fra nuovi linguaggi e poteri – contrasto che definisce una nuova geografia comunicativa e di trasformazione della medicina predittiva – come descritto da Raffaele Federici.
Non poteva essere dimenticato, in questo momento di grandi trasformazioni, lo sguardo economicista.
È la care economy l’argomento trattato da Stefania Ferraro e lo fa con riflessioni teoriche ma anche con una documentata ricerca empirica svolta a Napoli.

Dunque questo numero, riguarda tutti noi in quanto cittadini. E offre a chi studia questa tematica, ma anche a chi amministra e a chi impartisce le cure mediche, una pluralità di sguardi utili a comprendere questo momento della gestione sanitaria così, in potenza, nuovo per le possibilità tecnologiche in nostro possesso che non sempre paiono essere completamente applicate e che spesso restano a livello sperimentale.
Questi saggi hanno l’obiettivo di far riflettere tutti su queste potenzialità e su come queste innovazioni, se correttamente implementate, possano migliorare la qualità della vita di cittadini e istituzioni.

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